giovedì, Maggio 7, 2026
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Athletic sorprendente, Real agli sgoccioli, mentre in Inghilterra…

l’Athletic Bilbao strappa una vittoria in rimonta che gli consentirà di sfidare il Real Madrid in finale, il Chelsea in scioltezza, i Gunners sognano: Il punto sulle notti di Supercoppa e Carabao Cup

Emanati i primi verdetti dai campi di Supercoppa spagnola e Carabao Cup, dove, per la prima, nelle due semifinali si son date battaglia Real Madrid con Barcellona e Atletico Madrid con Athletic Bilbao; le sfide britanniche, invece, hanno visto protagoniste da una parte Chelsea e Tottenham e dall’altra i Reds del Liverpool e i Gunners guidati da Mikel Arteta.


Questa sera si è ufficialmente decretata quale sarà la finale della Supercoppa di Spagna, dopo il successo in rimonta dei baschi dell’Athletic Bilbao sull’Atletico Madrid per 2-1, che affronteranno il Real Madrid di Carlo Ancelotti domenica 16 gennaio alle ore 19:30 in Arabia Saudita.

Proprio la capolista in Liga, reduce (oltre al passo falso di Getafe) da molteplici successi in campionato, si è resa artefice di una vittoria di estrema importanza contro un Barcellona che, per la durata dell’intero match, si è dimostrata capace di dare filo da torcere ai Blancos, ma che ha dovuto inevitabilmente arrendersi ad un gol di Federico Valverde (98′) che ha fissato il punteggio sul 3-2 in favore delle “Merengues”, dopo aver recuperato per ben due volte una situazione di svantaggio grazie alle reti di Luuk de Jong e del giovanissimo Ansu Fati.

L’altra semifinale vedeva scendere in campo Atletico Madrid e Athletic Bilbao; le due formazioni non riescono a trovare la via del gol per un lungo tratto di gara, in cui le reti rimangono inviolate e il match in bilico. Al minuto 62, tuttavia, un episodio accende la partita: colpo di testa di Joao Felix che, presa la mira, colpisce il montante e fa carambolare il pallone sulla schiena del portiere Unai Simòn; sugli sviluppi di un calcio d’angolo, 15 minuti dopo, arriva il pareggio basco, con Oblak incolpevole, completato da una fantastica rimonta firmata dal mancino di Nico Williams al minuto 81, che regala una finale storica agli uomini di Toràl.

Discorso meno aperto per quanto riguarda la prima finalista di Carabao Cup in Inghilterra, che si presenta essere il Chelsea di Thomas Tuchel, in attesa di conoscere l’altra pretendente al trofeo tra Liverpool ed Arsenal e sicura almeno della medaglia d’argento dopo aver avuto pienamente in controllo il passaggio del turno eliminando il Tottenham di Conte con un netto 3-0 complessivo tra Wembley e Stamford Bridge; andata decisa dagli zampini di Kai Havertz e dall’autorete di Ben Davies, difensore gallese degli Spurs, e pratica definitivamente chiusa al ritorno grazie  alla rete di Rudiger (18′) che concede ai Blues un biglietto per la finale.

Squadra di Tuchel che dovrà, tuttavia, attendere gli sviluppi della gara di ritorno tra Liverpool ed Arsenal in programma giovedì 20 gennaio all’Emirates Stadium dopo la conclusione del match di andata ad Anfield con un parziale di 0-0. La gara risulta bloccata in molti tratti, anche se i colpi di scena non mancano: al minuto 24 Xhaka, infatti, capitano e leader dei Gunners, complica l’impresa ai compagni commettendo un fallo da ultimo uomo su Diogo Jota: rosso diretto e partita già in salita. Nonostante ciò, l’Arsenal resiste fino al termine della gara, la coppia GabrielBen White sventa gli attacchi dei Reds così come Van Dijk e Joel Matip sulle avanzate di Saka, Martinelli e Lacazette. Tutto verrà stabilito a Londra e, ad oggi, l’unica certezza della quale possiamo disporre sarà l’indisponibilità di Xhaka per affrontare la gara di ritorno grazie alla quale il Chelsea conoscerà la sua prossima ed ultima contendente per la coppa.

 

Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
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