giovedì, Maggio 7, 2026
HomeCalcioL'importanza di avere un Mister come Spalletti

L’importanza di avere un Mister come Spalletti

Mancano ormai 7 giornate al termine di un campionato che vede gli azzurri protagonisti

A questo punto si può giocare anche nel parcheggio e deve essere come giocare a Napoli, è troppo alta la posta in palio. Sono quei carri che a me non mi ripassano più nella vita, ma anche per qualcuno dei calciatori. È ora il momento di giocare

Sono queste le parole dette da Luciano Spalletti nel post partita di Bergamo.


Non si nasconde il Mister, non nasconde le ambizioni sue e della squadra.

Se in passato avevamo visto uno Spalletti piu’ conservativo parlare di qualificazione in Champions come obiettivo principale, oggi, con la quinta a distanza di sicurezza, si sbilancia e non poco.

Il carisma del tecnico toscano si sta vedendo nella partita di un ragazzino come Zanoli, che ieri appariva un veterano, nella grinta di Mario Rui, nella freddezza di Juan Jesus e nella calma olimpica di Lobotka, uno che da scarto è diventato una pedina fondamentale nello scacchiere azzurro.

I Big, quelli non nominati, probabilmente il carattere lo avrebbero tirato fuori lo stesso, come lo hanno sempre fatto, ma la vera differenza Spalletti la sta mettendo nel contorno della squadra.

Oggi il Napoli è forte, ma è soprattutto convinto di esserlo.

Non sappiamo come andrà a finire, queste ultime 7 giornate dovranno essere vissute una per una, su una cosa però siamo sicuri, quest’anno lo scudetto non lo perderemo in albergo, lo si vincerà o lo si perderà sul campo, come guerrieri veri, fino all’ultimo minuto.

Questo è Spalletti, uomo venuto contro il parere di tutti, ad oggi grande acquisto del campionato azzurro.

 

Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
Articoli Correlati
- Advertisment -spot_img

Articoli Popolari