giovedì, Maggio 7, 2026
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Insigne e la giacca di cui non ci interessa nulla

Spopola sul web la “Notizia” legata alla presunta giacca sfoggiata dal capitano azzurro durante Napoli-Atalanta

Ormai pur di buttare benzina sul fuoco riguardo il mancato rinnovo del contratto tra la SSCN e Lorenzo Insigne, si cerca la notizia in ogni modo.


Ieri abbiamo assistito ad una spasmodica ricerca del prezzo della giacca di Luis Vitton indossata da Lorenzo Insigne in tribuna durante il match tra gli azzurri e i bergamaschi che vedeva, tra gli altri, proprio il capitano assente per un problema al polpaccio.

A noi francamente davvero interessa meno di zero se Insigne spende 1.700 o 2.000 euro per un capo d’abbigliamento.

Non è tenuto a rendere conto a noi, ne tantomeno alla stampa napoletana, di come decide di investire una somma che, diciamola tutta, a lui non fa né caldo né freddo.

Eppure spopola sui social la notizia, spopola per darla in pasto ai leoni da tastiera dei social network, spopola perché bisogna cercare ad ogni costo di rompere questo giocattolo che si sta creando, ed alla prima crepa è troppo ghiotta l’occasione per non approfittarne.

Ieri i ragazzi scesi in campo hanno dimostrato un attaccamento alla maglia che non si vedeva da tempo, oggi il popolo napoletano, stampa inclusa, doveva fare quadrato attorno alla squadra e preservarla, invece si continua con questo gioco al massacro che fa solo il male del Napoli.

I veri tifosi, coloro che davvero amano questa maglia e la considerano come una seconda pelle, ci auguriamo possano prendere le decise distanze da tutto ciò, il fuoco amico è quanto di più marcio possa esistere ed è quanto di più difficile da combattere.

Spalletti e i suoi ragazzi avranno un altro avversario da battere, ma stavolta lo hanno in casa.

Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
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