Ci risiamo. Certi momenti e certe immagini ti ispirano. Mio figlio e la figlia del mio caro amico Alessandro che scendono per la Salita Cariati giusto sopra i quartieri spagnoli. Un mese fa speravamo, oggi godiamo. La strada è in discesa, lo scudetto è vinto, la soddisfazione è totale. Eppure continuiamo a festeggiare. Gli amici che mi accompagnano sono i compagni di classe del liceo, quello che ci lasciamo a fianco mentre ci avviciniamo ai quartieri. Luigi mi indica la finestra dell’aula del quarto ginnasio frequentato decenni fa. Antonio sciorina dirette Facebook manco fosse Sorrentino. Davanti a noi Francesco e Lilli. Lei nata a Londra, lui a Milano. Vissuti da sempre a Milano ma con Napoli nel cuore. Colpa nostra, penso ironicamente. Non parlano il dialetto, a stento lo capiscono. O almeno ne colgono il senso quando lo usiamo, spesso nelle arrabbiature per sgridarli, peraltro con sorprendente efficacia. Mentre camminano discutono. Non riesco a sentirli ma immagino i contenuti dei dialoghi semplici e sprizzanti orgoglio di napoletanità. Sono sereni, spesso sorridenti. Sono a loro agio tra le vie di un quartiere che ti accoglie con un abbraccio, con i vicoli che ti circondano come in una prigione di sentimenti. I nostri di napoletani cresciuti fuori, i loro di napoletani cresciuti dentro. Non è solo con il calcio. Non è solo con le partite viste per anni alla televisione, interrotte da grida di gioia o parolacce nelle azioni di gioco. Napoli l’hanno scoperta anche con il nostro modo di essere. Tolleranti, ironici, simpatici ma anche disordinati, disorganizzati, ritardatari, con le nostre mogli milanesi a cercare di sistemare gli ultimi tre punti come la Milano da bere impone.
I ragazzi scendono decisi per la stradina. La macchina di fronte che sembra venir loro incontro non li intimorisce, si sentono sicuri più che al centro di Milano. La sicurezza della storia e della cultura che profumano quei luoghi, mi piace credere. A breve saremo a Largo Maradona a cantare, con Alessandro a lanciare cori da perfetto capo ultrà. Saremo tra i cartonati dei giocatori del Napoli a fare foto manco fossero i veri eroi della squadra. Non abbiamo i biglietti per lo stadio, pazienza. Ci tufferemo tra la folla di piazza Plebiscito in un bagno di orgoglio e fratellanza. Oggi non si spera, oggi si vive col solletico nel cuore, quello che te lo fa ridere per una passeggiata ai quartieri in una giornata di sole. Una giornata colorata d’azzurro. Una giornata tutta in discesa…

