Siamo ormai a 8 giornate dal termine, e ci sembra giusto tracciare un primo bilancio del Mister Luciano Spalletti.
Diciamola tutta senza essere presuntuosi, un poco la bocca l’abbiamo storta quando ADL prima della scorsa estate annunciò che Spalletti era il nuovo allenatore azzurro.
Si era parlato di un ritorno di Sarri, e una buona parte della tifoseria era con la bava alla bocca, memore delle stagioni fantastiche, che però non si ripeteranno più, è meglio farsene una ragione.
In quel periodo era appena terminata la serie su Francesco Totti, una serie che è stata apprezzata da tutti gli amanti del calcio, qualunque fosse la passione per la squadra.
Una serie però, che in maniera netta e precisa, faceva a pezzi la figura dell’uomo Spalletti e dell’allenatore Spalletti.
Noi che siamo un popolo che presta più attenzione alle fiction che non al campo, ci siamo fatti influenzare, e subito abbiamo pensato che Spalletti fosse venuto qui a far fuori qualcuno, da incapace e antipatico quanto lo ritenevamo.
Poi appena arrivato fece anche la sparata di mettere sulle pettorine quella scritta che sembrava solo un arruffianarsi i tifosi, ma noi no, siamo furbi e non ci siamo fatti arruffianare.
Siamo stati li, con il dito puntato aspettando il primo passo falso che non sarebbe mancato da li a breve.
Ma porca miseria, il Napoli ha iniziato a vincerle tutte, la prima, la seconda, la terza e così fino alla nona, quando solo un palo e una traversa di Osimhen riescono a fermare quella che sembra una squadra che gioca insieme da anni, e si pareggia a Roma contro i giallorossi.
Il Napoli torna a vincere le successive due partite fino a fermarsi in casa in un partita molto strana contro il Verona..
Poi c’è la trasferta di Milano contro l’Inter, una trasferta che ha messo i bastoni tra le ruote al mister azzurro.
Una partita strana, a tratti stregata, che si conclude con il gravissimo infortunio che vede coinvolto Osimhen che si frantuma una buona parte del viso.
Siamo a fine Novembre, e dovremo far a meno del nostro giocatore più forte per diversi mesi, tra operazione e Coppa d’ Africa.
Si, la coppa d’Africa, quella che in pochi ricordano, ma che ha tolto energie al Napoli più di qualsiasi Champions League.
Se ne va la spina dorsale degli azzurri, Koulibaly, Anguissa e Osimhen (che però era infortunato), ed in più va via Ounas, uno che fino ad allora un paio di volte la partita l’aveva risolta con il suo ingresso.
Insieme a questo mettiamoci che il Napoli diventa un cluster del Covid, per cui abbiamo iniziato a giocare tante, troppe partite con gli uomini contati, ed è qui che il Napoli ha fatto passi falsi.
La stanchezza di giocatori che hanno messo in campo l’animo a volte si fa sentire, si pensi a Petagna, Mario Rui, Di Lorenzo o lo stesso Mertens a 34 anni suonati, per un periodo troppo lungo non hanno tirato il fiato.
Si è arrivati alla trasferta di Torino con la Juventus con i primavera in panchina.
Ormai Spalletti era spalle al muro, il dito dei tifosi era puntato e poco si poteva fare, anche quest’anno saremmo arrivati ad un passo dalla Champions perchè lui aveva sbagliato le scelte, quali scelte ancora non lo sappiamo, ma le aveva sbagliate..
Non è stato così, il Mister nella sua burberità avvolta in un sorriso, ha raccolto i ragazzi e gli ha permesso di fare un filotto di vittorie che, approfittando dei normalissimi cali delle altre squadre, ha riportato il Napoli in cima.
Il resto è noto, è ancora fresco per poterlo dimenticare.
Chi rimpiange i punti con lo Spezia e con l’Empoli è solo colui che non sa leggere un campionato intero.
Le partite non si possono mai vincere tutte, a meno che non hai una squadra come il PSG e giochi in un campionato minore.
Le partite non le puoi vincere tutte se per 2 mesi ti manca l’ossatura della squadra e devono giocare sempre e solo le seconde linee.
Signori, diciamolo chiaramente, e diciamolo pure a quei fantastici allenatori che a Napoli sono retrocessi oppure allenatori con carriere fallimentari alle spalle che oggi danno consigli al mister, quest’anno Spalletti sta facendo un miracolo sportivo, va solo applaudito, anche dalle vostre poltrone comode.
A me Spalletti sta piacendo, sta piacendo nei modi con i quali riesce a incitare chi ha bisogno di essere incitato, e a frenare gli entusiasmi di chi viene osannato dalla piazza.
Non lo so come finirà questo campionato, ma di una cosa sono certo, nessuno al posto suo, con questa rosa, avrebbe fatto meglio.
Onore a te Mister Spalletti.

