E’ uno Spalletti carico quello che oggi in conferenza stampa non ha nascosto gli obiettivi degli azzurri
Poca diplomazia e tanta, ma tanta sfacciataggine.
Questo è Luciano Spalletti e lo ha dimostrato anche oggi durante la conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Milan.
L’esordio è di impatto: “Chi sta meglio non lo so, lo dirà la partita, noi stiamo meglio possibile, parlo per la mia squadra. Noi siamo al top delle nostre possibilità per giocare”
Si è parlato poi di uno stadio che, grazie al ritorno del tifo organizzato sarà tutto azzurro: “Le mie sensazioni sono buone, non so quelle degli altri, ma non possono essere più motivati di noi. Insieme alla squadra stiamo costruendo una bella squadra, tutti insieme, includo anche il pubblico che ci caratterizza nell’essere napoletani. Insieme al pubblico c’è anche il nome di Maradona, mettiamoci anche la sua benedizione già che ci siamo e l’abbiamo già provato quest’anno, sarà una bella notte“.
Addio anche alla scaramanzia, alla domanda se, in caso di vittoria, si possa iniziare a pronunciare la parola innominabile il Mister risponde seccamente: “La posso pronunciare sempre, non è un problema. Vogliamo giocarci le nostre possibilità, sappiamo che ci giochiamo moltissimo, abbiamo la possibilità di rendere immortali le nostre carriere e robe del genere. Lo dissi già, essere dimenticati velocemente oppure ricordati per sempre, ma è tutto da giocare contro squadre fortissime al nostro stesso livello e dipenderà da molti fattori. Possono essere più forti di noi, ma è difficile che siano più motivati di noi”.
La conferenza stampa termina con una domanda precisa, se vincere a Napoli ha un valore maggiore, e la risposta è ancora più precisa: “Ne hanno intervistati tanti a livello nazionale di ex del Napoli, raccontano di cose che non abbiamo mai visto, quindi ci immaginiamo in quei racconti così precisi. Noi dobbiamo viverla con tranquillità e sapere che possiamo giocarcela“.
Lunedi il Mister compirà 63 anni, e tutti noi ci auguriamo che possa farsi il regalo più bello Domenica sera

