giovedì, Maggio 7, 2026
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Ora o Mai Più, un Mood che non si può sentire.

Ora o mai più è la frase che oggi invade i social dei tifosi azzurri. Vi spieghiamo perché per noi non è così.

Ora o Mai più. Ecco ciò che leggiamo da ieri sera su tantissime pagine social e su tantissimi post.


Che quella di ieri sia stata una giornata che è sembrata disegnata ad hoc per gli azzurri è vero.

Che stasera sia un crocevia per lo scudetto no.

Mancano tante, troppe giornate, tanti, troppi punti per poter rimpiangere o esultare per la partita di stasera.

Il Napoli a Cagliari non sarà campione se vincerà, ed al tempo stesso non uscirà dalla lotta scudetto se perderà.

Questo campionato, per chi lo segue con un pizzico di memoria, ci sta palesemente dicendo che tutto può essere ribaltato nel giro di 4 partite.

Eravamo spacciati a Natale e dopo 5 vittorie consecutive siamo di nuovo lì.

L’Inter sembrava aver preso il largo, e sono bastate 3 partite per rimettere tutto al proprio posto.

Il Milan vive di alti e bassi e sta sempre la.

Inoltre questo campionato ci sta insegnando che con le “piccole” tutti stanno perdendo punti pesanti.

Lo ha fatto la squadra di Spalletti, lo ha fatto l’Inter e lo ha fatto il Milan che ha raccolto un punto contro l’ultima in classifica.

Io stasera non la vivo come un’ultima spiaggia.

Io penso che in caso di vittoria la nostra gioia sarà incontenibile, ma ciò che vorrei vedere stasera è la voglia di vincere, prima ancora dei tre punti.

Se gli azzurri metteranno in campo la giusta voglia allora anche in caso di non vittoria saremo in lotta.

Io stasera penserò a tifare, a tifare con tutto me stesso, evitando di processare chiunque o cercare di sostituirmi a chiunque faccia del calcio il suo lavoro.

Io stasera farò il tifoso.. ora o mai più..

Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
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