di Mario Troili
“L’acquisto di Diego fu seguito giorno dopo giorno, anzi notte dopo notte perché aspettavamo che consegnassero i giornali a quelle poche edicole che erano già aperte, tutte le notti perché ogni notte poteva essere quella dell’annuncio ufficiale
Poi abbonamento in curva B !
Eravamo in tanti a partire dal palazzo verso le 11 ( anche se c’era il solito ritardatario a cui davamo appuntamento alle 10,30) macchine alla torretta e poi a piedi attraverso il rione Lauro. Si andava gioiosi come quando vai a vedere uno spettacolo perché in effetti lo era dagli spalti al campo. Siccome arrivavamo con parecchio anticipo avevamo instituito il campionato della “Marenna” che alternava cozzetielli con polpette, frittata e provolone, Salsicce e friarielli e chi più ne ha più ne metta, tranne un amico che aveva sempre delle tristissime Rosette con galbanino e prosciutto cotto, si alternavano ogni domenica i vincitori. Ma ecco che inizia, con la comparsa in campo dei calciatori tutta la curva si alza in piedi si gridano i nomi di ognuno e si fischiano gli avversari, rumore incessante dei tamburi e “palommella ” spalle al campo che ritmava i cori e i battiti delle mani
Che goduria, che calcio, che campioni
L’immenso Diego era un balsamo per gli occhi che lo guardavano accarezzare quella palla, domarla alla sua volontà e percepivi la preoccupazione di chi gli si trovava davanti perché non sapeva mai cosa avrebbe fatto.
Partite indimenticabili tante, gol spettacolari a bizzeffe ma uno su tutti penso sia indelebile nella memoria di chi c’era. Quello alla Juve sotto la pioggia, da posizione impossibile a poco dalla fine. Penso che molti abbiano bagnato il viso di lacrime anche se non si vedevano per la pioggia copiosa ma furono lacrime di una gioia immensa, mai provata di un orgoglio ritrovato, perché noi eravamo lì in cima col più grande di tutti nella nostra squadra.
So che forse non sarò compreso da molti ma devo ringraziare questo presidente che seppur antipatico come persona per la sua arroganza romanesca ci ha fatto vivere un lungo periodo tra le prime della classe dandoci anche un certo rilievo internazionale ed oggi quell’orgoglio di essere di nuovo lassù, col gioco e con i gol. Il calcio è cambiato non ci sono più calciatori come Diego che da soli ti portano una squadra a vincere oggi abbiamo un buon numero di ottimi calciatori e qualche campione assoluto. Avremo una nuova gioia mi auguro e ne sarò ultrafelice ma come in amore la prima volta non si scorda mai così non potremo mai dimenticare quelle emozioni del primo scudetto”

