giovedì, Maggio 7, 2026
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L’analisi a freddo del giorno dopo

Per l’analisi a freddo della partita di ieri gli spunti sono tantissimi.

Partiamo da dietro. Ospina è inamovibile. Al di là di tutto, la concentrazione che riesce ad avere anche se impegnato poco è qualcosa di straordinario, e ieri con una parata tutt’altro che facile ci ha tenuto a galla.


Quando ero piccolo si diceva sempre che il portiere forte non era quello che subendo 10 tiri ne parlava 9 e subiva un gol.. ma quello che non subendo nulla all’improvviso parava l unico tiro serio che riceveva verso la porta.
La coppia centrale Jesus-Rahmani è sorprendente.

Abbiamo avuto il nostro comandante fuori da 2 mesi e non ce ne siamo accorti.

Altra assenza importante a centrocampo era quella di Anguissa, che per tutta la prima parte del campionato ha stradominato il centrocampo…

Tutti noi, nessuno escluso speravamo che Demme potesse in qualche modo arginare questa assenza.. ma nessuno avrebbe puntato un solo euro su quello che gli stessi “tifosi azzurri” definivano un chiattone..

Stanislav Lobotka prende le sue palle e le appoggia in testa a tutti, prendendosi il centrocampo e regnando sovrano da due mesi. Lo stop di ieri nel secondo tempo in mezzo a tre uomini è tanta, ma tanta roba.
In attacco ritorna Osi e finalmente si sblocca, era importante perché il ragazzo, per quanto dirompente, soffre molto emotivamente, il gol lo aiuterà tantissimo.

Nel frattempo i tanto bistratto Petagna (lo scarso) e Mertens (il pensionato) hanno sopperito alla loro assenza.. e siamo a un punto dalla capolista.

Ora rientrano Kouli e Zambo, Osi riprende condizione e, tirando il fiato, si ritorna a correre..

Ma come fate a dirmi di non illudermi? Come facciamo a non sognare?

Sono ben accetti suggerimenti, perché io sono frenetico!!!
Avanti Napoli!

Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
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