lunedì, Giugno 22, 2026
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Il Pesce puzza sempre dalla testa

Il pessimo Napoli visto oggi a Empoli ha denotato tante, troppe sbavature che devono far riflettere.

Inutile girarci intorno, oggi come oggi, il Napoli è quanto di brutto si possa augurare al peggior nemico.


Va bene le scelte scellerate di un allenatore che ci ha portato in alto in classifica, ma che da almeno 2 mesi non ci sta capendo più nulla.

Sull’aspetto tecnico abbiamo troppe pedine che non si sono dimostrate da grande squadra.

Meret un buon portiere da Spal.

Fabian e Zielinski due paragonabili alla Bella di Torriglia, tutti la vogliono e nessuno se la piglia, e ora capiamo il motivo.

Malcuit e Ounas, due giocatori che ingarrano 2 partite all’anno, che si fatica a capire come possano giocare in Serie A.

Però non possiamo più nascondere la polvere sotto il tappeto.

Questa qui è una società che sta manifestando limiti maggiori di quelli che aveva già ampiamente manifestato fino ad oggi.

La società è completamente assente, nei fatti, nei modi e nella comunicazione.

Si è permesso al Capitano di firmare a Gennaio.

Mertens ancora è in attesa di una proposta di rinnovo.

Non mi meraviglierei se ci fosse anche lo zampino del Presidente nelle costanti presenze in campo di Fabian e Zielinski pur di proporli, gente che non merita neanche di utilizzare la pettorina azzurra.

Si è deciso di puntare su un portiere che è oggettivamente scadente lasciando Ospina trattare con altri.

Tutte le cose più belle hanno un inizio e una fine.

Se il CdA è stanco si pensasse a qualche soluzione alternativa.

I tifosi non meritano tutto questo. E’ offensivo, è denigrante ed è quanto di più crudele si possa fare a chi ti ripaga con la fede e con la passione.

I napoletani non si meritano tutto ciò.

 

Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
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