Dopo una battaglia di quattro ore Matteo Berrettini vola in semifinale all’Australian Open dove sfiderà Rafa Nadal
Ancora una maratona ed ancora una vittoria per il tennista romano: agli Open d’Australia Matteo Berrettini vola in semifinale dopo aver superato col punteggio di 6/4 6/4 3/6 3/6 6/2 Gael Monfils, francese testa di serie 17 del seeding ed ex numero 6 del mondo. Per l’italiano è il secondo successo nel parziale decisivo del torneo, dopo quello ottenuto nei sedicesimi ai danni del baby fenomeno spagnolo Alcaraz.
Partenza forte dell’azzurro
Pronti via, Berrettini riprende subito il discorso intrapreso negli ottavi contro Carreno Busta, servendo alla grande e martellando l’avversario con il dritto. Monfils, come sempre, prova a resistere, ma il primo set viene vinto da Matteo per 6/4 in maniera abbastanza agevole, grazie anche a una percentuale impressionante di punti vinti sulla seconda di servizio (86%).
La seconda partita segue lo stesso canovaccio. Monfils si aggrappa con le unghie al match, e riesce nel primo gioco ad annullare due palle break. Berrettini, però, è centratissimo dal punto di vista mentale, e riesce a portare a casa un quarto game thrilling durato venti minuti, chiuso dall’italiano al decimo vantaggio in suo favore. Nel settimo gioco, quello spesso decisivo, l’azzurro trova poi il guizzo decisivo per aggiudicarsi anche il secondo parziale, vinto per 6/4.
Il rientro di Monfils
A questo punto, per il numero 7 del ranking l’incontro sembra essersi messo in discesa, ma il trentacinquenne transalpino è uno che ha sempre fatto dell’atletismo e della garra le sue armi forti, e non solo continua a non mollare nulla, ma si gioca il tutto per tutto avanzando il proprio posizionamento in risposta e pescando alcuni dei suoi soliti jolly da istrione della racchetta. Il game della svolta è il sesto; “LaMonf“, sul 30-40, si avvantaggia di un doppio fallo dell’avversario e si porta avanti dun break, bottino sufficiente per chiudere il parziale sul 6/3.
Nella quarta partita, a quel punto, il calo di Berrettini è evidente. Il tennista allenato da Vincenzo Santopadre vede scendere vertiginosamente le proprie percentuali al servizio, sembra in difficoltà negli spostamenti e, arrivando in più occasioni male sulla palla, anche il dritto non ha più il ritmo di inizio match. Monfils, che nel frattempo non sbaglia praticamente più nulla, pareggia così i conti con un altro 6/3, stavolta con due break, portando la partita al quinto set.
Il trionfo finale di Matteo
Proprio come capitato venerdì scorso contro Alcaraz, Matteo si trova così a dover giocare il parziale decisivo di un match dopo aver dilapidato un vantaggio di due set. Il romano, però, non è solamente un tennista tutto potenza ed esplosività, ma è anche un atleta con lo spirito da guerriero e il piglio del gladiatore. La breve pausa tra un parziale e l’altro permette a Berrettini di riordinare le idee e tornare lucidamente in campo, cosa che non fa il francese, che di fatto regala il primo gioco sul suo servizio con una serie di errori non forzati. A quel punto il campione italiano prende in mano l’incontro e ritrova l’arma in più del servizio. Dopo aver brekkato l’avversario anche sul 2/0, Matteo gestisce tranquillamente i propri turni di battuta, e chiude 6/2 in scioltezza.
Aspettando Nadal e…Sinner
Nel penultimo atto del primo Slam stagionale Berrettini troverà Rafa Nadal, il campionissimo iberico reduce anche lui da un successo al quinto set contro il canadese Shapovalov. Destino vuole che anche nella prima semifinale Slam della carriera, quella disputata a Flushing Meadows nel 2019, Matteo incrociò proprio lo spagnolo dopo aver battuto lo stesso Monfils nei quarti. La speranza è che, stavolta, l’esito del match tra l’azzurro e l’ex numero uno del mondo possa essere diverso (3 set a 0 per Rafa in quell’occasione), e che magari gli italiani in semifinale possano essere due, con Jannik Sinner che all’alba di domani affronterà il greco Stefanos Tsitsipas in un incontro difficile ma non impossibile da portare a casa.
Il finale di questi Australian Open, insomma, è ancora tutto da scrivere, in un torneo il cui livello di spettacolarità non è stato minimamente intaccato dall’assenza di Novak Djokovic (clicca qui per leggere il nostro pezzo sull’esclusione del serbo).

