lunedì, Giugno 22, 2026
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Napoli-Liverpool: conferenza stampa Spalletti

Spalletti fiducioso per la partita di Champions contro il reds

di seguito le dichiarazioni del mister:


«Mi emoziona tantissimo poter essere al luna park del gioco del calcio, sentire le musiche nello spogliatoio e quelle fuori… è un premio a quello che è stato il grande campionato fatto l’anno scorso. Giocare questa competizione, è quella cui aspirano tutti. In Champions una palla morta in un attimo riprende vita e decide la partita, questa è la differenza sostanziale con i campionati».
«Se la mia squadra si può esprimere al meglio contro il Liverpool superiore sulla carta? Ci sono differenze sostanziali, quando ti sembra di aver svolto i compiti alla perfezione, questi calciatori tirano fuori la giocata che ti mette in difficoltà, per limitare questo devi essere sempre acceso al massimo, anche quando il pallone è fuori dal campo, quel pallone te lo puoi ritrovare ovunque, bisogna anticipare qualsiasi azione. Sono convinto che domani faranno una grande partita, ripercorrendo i comportamenti che abbiamo visto contro la Lazio e conclude, l’urlo the champions lo sentiranno anche ad Anfield»
«Al posto di Klopp cosa temerei di questo Napoli? Prima di tutto sono onorato a sedere nella panchina vicina a quella di Klopp, personaggio unico. Cercherò di vedere bene dove guarda lui e che indicazioni darà alla sua squadra».
Sulle condizioni dei calciatori:
«Lozano è a disposizione, Osimhen ieri aveva un fastidio, domani si allenerà con il gruppo, se la risposta sarà positiva, provando a calciare e a forzare, giocherà, stamattina la risposta è stata positiva».
Per il Capitano Di Lorenzo tante domande sull’inesperienza in questa competizione di tanti calciatori
《Daremo sicuramente il massimo, spinti anche dal nostro pubblico, siamo in undici come loro e dimostreremo che siamo forti anche noi 》
Luca Gulotta
Luca Gulotta
Assistiamo ormai da qualche anno a una tendenza che da consumatori ci trasporta nel mondo dei produttori di contenuti. Nel mondo del calcio, che per ogni napoletano nato in tempo utile per vedere LUI rappresenta una sorta di Paese delle Meraviglie, ognuno è ormai abituato a dire la sua, e se prima eravamo stati un popolo di 60 milioni di allenatori, grazie al web 2.0 siamo diventati anche un popolo di 60 milioni di giornalisti sportivi. A un certo punto quindi mi sono detto che una voce in più nella mia babilonica tifoseria avrebbe potuto ulteriormente colorare la meravigliosa mitologia della squadra di calcio più amata della terra.
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