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Da Lorenzo a Lorenzo

Era un piovoso e grigio giorno di novembre, anno 2017.


Fino a ieri tutti consideravano il 13 novembre 2017 la data simbolo della figuraccia più cocente della nostra Nazionale quando un pari senza reti contro la Svezia eliminò l’Italia di Ventura dai Mondiali 2018.

Forse la foto simbolo della tristissima serata milanese è proprio questa: DE ROSSI che si rifiuta di entrare e urla “metti INSIGNE”! 

Daniele De Rossi escluso nel ritorno di San Siro, venne invitato a scaldarsi. Il centrocampista della Roma dal labiale dice: “Porca m… dovemo vince, non dovemo pareggià”. E poi ha indicato il compagno di squadra Insigne, lasciato per tutti i 90 minuti in panchina dal commissario tecnico Ventura.

Ecco forse proprio questa frase di 5 anni fa rimbalza in modo prepotente ed è sempre attualissima. La sconfitta al “Renzo Barbera” di Palermo contro la Macedonia del Nord è maturata dopo una partita dominata in lungo e in largo ma in cui gli azzurri non sono riusciti a segnare nemmeno uno straccio di gol. L’attacco azzurro non riesce mai a finalizzare la qualità dello sviluppo dei centrocampisti.

Ecco tre pagelle dei nostri attaccanti e ritornano in mente con grande forza le parole di qualche anno prima di DANIELE DE ROSSI: “dovemo vince, non dovemo pareggià”

Berardi 4 – Timido, poi impreciso: nei primi 63 minuti capitano sui suoi piedi le occasioni più clamorose degli azzurri, ma la lucidità che ogni domenica mostra con la maglia del Sassuolo stasera ha lasciato spazio a una totale mancanza di lucidità. Non è l’unico, purtroppo.

Immobile 4 – La stessa storia, di nuovo. Il centravanti senza paura che ogni domenica trascina la Lazio in Nazionale non fa la differenza con la maglia azzurra. Questa volta non bastano corsi e ricorsi storici: l’Italia gioca sistematicamente negli ultimi 40 metri ma il centravanti non c’è. Anche stasera.

Insigne 4 – Dal numero 10 ci si aspetterebbe la giocata in più, diversa, illuminata. E invece è il più prevedibile del tridente azzurro: si limita al passaggio semplice, il più delle volte non viene nemmeno chiamato in causa. Delusione.

Lorenzo Insigne è tra coloro che probabilmente saluteranno mestamente la maglia azzurra; i quotidiani sono durissimi con INSIGNE; La Gazzetta dello Sport lo critica aspramente scrivendo: “È lui con la sua tecnica, con la maglia 10, che dovrebbe prendere l’Italia, inventare, creare, sorprendere. Invece è passivo, quasi pronto per il Canada”. Il Corriere dello Sport non è da meno: “Fuori partita, lento e poco incisivo. Sostituzione inevitabile”. Tuttosport racconta la sua prestazione scrivendo: “Nell’uno contro uno fatica a passare, in area pecca di lucidità”. Il Corriere della Sera ripercorre gli ultimi mesi in azzurro: “Dal tiro a giro ai corner calciati col braccino: una parabola simbolica dell’involuzione azzurra. È il primo a uscire. Irriconoscibile”.

Un triste destino per Lorenzo INSIGNE. Quel giorno del 2017 era acclamato a gran voce come possibile salvatore della patria mentre ieri da titolare INAMOVILE (La Stampa critica le scelte del ct: “Mancini ne premia più la storia che il presente: scarico, si disinteressa della porta macedone anche quando può colpire”) è uscito dal campo a capo chino.

Da Lorenzo a Lorenzo, la triste storia della NAZIONALE ITALIANA che segna una nuova data tristissima per il CALCIO ITALIANO: 24 marzo 2022!

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