martedì, Maggio 12, 2026
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NAPOLI E SAN PIETROBURGO

Napoli e San Pietroburgo: Ma Mister Spalletti conoscerà la storia dei cavalli di bronzo?

Ricordando la sua carriera da allenatore vincente in quel di Russia e precisamente a San Pietroburgo, è bello ricordare il legame della nostra città Napoli con quella russa di San Pietroburgo.


Nulla è un caso.

Le due statue dei PALAFRINIERI sono poste all’ingresso del parco del palazzo reale di Napoli (l’ingresso è anche detto “porta dello Zar“) e sono dei veri e propri capolavori dell’arte scultorea del XIX secolo, opera di quel Peter Clodt (Pyotr Klodt) Von Jurgensburg, autore di numerose statue equestri a San Pietroburgo.

Le statue raffigurano due palafrenieri nell’atto di domare i cavalli e furono scolpiti dallo scultore russo Pjotr (un nome che ci ricorda qualcosa!) insieme ad altri quattro gruppi equestri in bronzo; due di essi sono del tutto identici a quelli donati a Napoli.

Cavalli di bronzo, dono imperiale dello zar Napoli

Le due statue equestri furono infatti dono dello zar di Russia Nicola I nel 1846, come segno di gratitudine nei confronti dell’alleato Ferdinando II di Borbone per aver ospitato lui e la moglie nel 1844, per permettere alla zarina di riprendersi grazie all’aria salubre partenopea. Le statue sono “pegno di fedelissima e perpetua amicizia” come riportato al di sotto delle statue.

I due gruppi scultorei raffigurano due giovani nudi che frenano per il morso due cavalli impennati. Ai lati del ponte sul fiume Neva a San Pietroburgo sono presenti i gemelli dei due blocchi, quelli di Napoli sono, infatti, una copia di quelli russi.

Pochi lo sanno, ma il cavallo a Napoli è sacro; è un pò il simbolo, più o meno ufficiale della città. Ecco nella prossima puntata parleremo del cavallo rampante, simbolo del Regno di Napoli nell’800.

 

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